Dopo anni, c’è ancora chi si chiede perché non voglio avere figli e indossa un’espressione sbigottita quando rispondo sinceramente: “Non voglio mettere al mondo un essere umano che poi dovrà vivere in questo paese, su questa terra, tra le persone”.
Certo, la mia può sembrare una risposta buonista, politicamente polemica, da filosofo del cazzo o peggio: la risposta di chi si crede superiore agli altri. Ma non è così.
L’essere umano è contorto e malato: un animale nella cui natura c’è l’innato istinto di distruggere, per questo non voglio, in tutta coscienza, mettere sul pianeta un’altra anima che vagabonderebbe in cerca di una meta senza mai trovare una propria dimensione. In questo paese poi…
Non ho intenzione di polemizzare inutilmente, o forse sì… ma credo sinceramente che l’Italia sia un paese di merda. Certo, ci sono posti peggiori dove nemmeno esistono i diritti umani, ma almeno in quei posti non c’è l’ipocrisia di credersi evoluti: giungle del cazzo dove la gente muore perché il potere è nelle mani di chi ha le armi e nessun giudizio. Ma noi che diciamo di averlo il giudizio? Che scusa abbiamo, noi? C’è chi punta il dito: “E’ tutta colpa dello Stato”.
Uno Stato che però noi abbiamo creato…
E’ facile prendere di mira Berlusconi o chicchessia, perché il popolo “è povera gente vittima di meccanismi più complessi”, ma la realtà è che questo paese è quello che è a causa delle persone che ci vivono: GENITORI, che giustificano i figli stupratori scaricando la colpa su una ragazzina di quindici anni che, “udite, udite“, ha avuto l’ardire di partecipare a una festa in discoteca; MADRI, che vendono le proprie bambine a uomini malati e perversi che rovineranno loro la vita, solo perché vendere sesso è il modo più semplice di andare avanti; RAGAZZI, (il futuro…) che hanno il coraggio di mostrare i propri volti in tv per glorificare i carnefici e infliggere l’ennesimo colpo a vittime già agonizzanti.
Che nome ha ciascuna di queste azioni? Anche tutto questo è colpa dello Stato?
Scommetto che ci sarà chi a questo punto penserà semplicemente, “Sì”, e sono sicura che se ci si ferma a pensare per un momento, si troverà senz’altro un capo espiatorio, ma la verità è che tutto questo non è frutto di disperazione, amore, solidarietà: tutto è solo frutto dell’indifferenza, quel dolce negare che ci permette di continuare a guardarci allo specchio perché, a occhi chiusi, sarebbe difficile mettere il rossetto o farsi la barba.
Per questa ragione, neghiamo, e facciamo finta di niente finché non siamo capaci di chiudere gli occhi anche di fronte all’evidenza più atroce: un cadavere per strada, una vittima, una persona che noi stessi uccidiamo con la nostra indifferenza ogni volta che gli passiamo a fianco in silenzio; ogni volta che lo scavalchiamo come fosse un ostacolo qualunque sul marciapiede; ogni volta che cambiamo strada e ci convinciamo di averlo fatto senza ragione.
Indifferenza: il vero cancro che ucciderà l’Italia e, con un po’ di fortuna, anche tutti quello che ci vivono.
Blackcat333
